Gli argenti antichi devono gran parte del loro fascino, oltre che alla bellezza dell’aggetto e alle sue qualità artistiche, anche al fatto che esso è stato costruito manualmente dall’artigiano senza l’aiuto di mezzi tecnologici e quindi risulta un pezzo unico e irripetibile.

 

E’ una storia millenaria quella che sta alle spalle della maestria e dell’abilità dei maestri argentieri ma è nel Quattrocento che, sotto la spinta della “rivoluzione  umanistica” del Rinascimento, l’argento fa il suo trionfale ingresso nella vita di tutti i giorni: in tavola, con piatti, coppe, saliere e, finalmente, coltelli e forchette, di varie fogge e dimensioni; per l’igiene personale, con brocche e bacili; in casa, con soprammobili, centri tavola e candelieri d’aspetto sontuoso, arricchiti con pietre preziose, dorature e smalti.
Le grandi corti imperiali europee ed extraeuropee, che invece dominarono il Settecento, l’Ottocento e il primo Novecento, furono le committenti della migliore argenteria per adornare le proprie sontuose dimore.

Con l’avvento della tecnica dell’Old Sheffield, gli oggetti di argenteria  sono diventati più accessibili a una gamma più ampia di persone. Questa tecnica consisteva in un processo di “placcatura a lamina”, che ha permesso agli artigiani di creare oggetti che sembravano in tutto e per tutto fatti d’argento massiccio, ma erano in realtà realizzati con un nucleo di metallo più economico.

 

La nostra gioielleria propone pezzi selezionati che vanno da metà del XIX sec a metà del 1900.

 

 

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